lunedì, novembre 16, 2009

Piatti ritratti




Mi capita di rado, quasi mai, di far pubblicità a qualcuno. Per pigrizia, perché faccio casino già così, perché in (piccola per fortuna) è il mio mestiere e quindi mi annoio, perché mi piace che il blog rimanga un luogo di scarso colonialismo, etc ma ma ma ...

A Castelfranco Veneto presso la galleria Antiruggine dal 21 novembre al 31 gennaio ci sarà la prima mostra fotografica di Bob Noto

Piatti ritratti

e vale la pena di far un viaggetto per vederla (oltre che per comprar vino, cibo e veder la campagna autunnale).
Sulla MejorGastronomia trovate qualche foto e questa è la cartella stampa della mostra.

Perché scrivo di Bob?
Perché Bob Noto è una persona speciale, un unicum nel paesaggio dei fotografi di cibo, un vero iperrealista della digitale, incapace di prendersi sul serio pur creando piccoli capolavori.
A chi dice "sì ma usa il fotoritocco" rispondo che a usarlo in modo così originale è solo lui, almeno in Italia ;D e la sua non è semplice fotografia di cibo (come la mia) ma altro.
Le sue foto mi divertirono e colpirono fin dalla prima volta che ne scoprii una per puro caso in rete: scrissi un breve post su di lui, questo lo divertì e ne nacque una quasi amicizia fatta di brevi mail, qualche pranzo e persino la foto della mia schiena di fianco al titolo.
Che fotografi cibo da parecchi anni prima dell'avvento dei blog - dai quali si è sempre lasciato poco affascinare, preferendo la cucina meno virtuale - che poi sia il fotografo preferito di Ferran Adrià, che spesso compaia sul Gambero Rosso Channel etc etc etc non cambia il modo scanzonato, confusionario, intellettuale, snobistico, esagerato e spassoso con cui ti accoglie anche solo per un paio di ore nella sua vita.

Lui e suoi pranzi son banchetti degni di Peter Greenway, farsi fotografare una ubriacatura e un onore dal quale dopo due anni forse non mi sono ancora ripresa ;DDDD, parlarci vera goduria (per non parlare dei suoi cocktail a stomaco vuoto).

Quel che ho scritto pare esagerato? ... esagerata è solo la capacità di Bob render artistico l'artigianato della cucina.


PS Ehmmm mica l'ho detto a Bob che avrei combinato sto post, ma è di lui degno ;DDD

venerdì, novembre 13, 2009

Roba calda verde!



Il cielo è grigino, Milano è tutta grigia (mi piacerebbe sapere cosa girava nella testa di chi ha costruito in una città con il cielo grigio metà dell'anno palazzi di arenaria grigia....bah) e io mi son messa un vestito grigio (perla ;D) ma con una fantastica sciarpa verdissima!

Quando ho fatto la zuppa però pensavo che venisse più arancione visto che avevo messo le lenticchie decorticate, ma queste si son schiarite in cottura e son diventate di un colorino tristissimo, quindi ho aggiunto le biete ed è diventata una zuppa verde ;D La prossima volta proverò con la verza....

Le zuppe e i brodi in inverno dovrebbero entrare quotidianamente nella nostra alimentazione. Apportano calore, sali minerali, vitamine e proteine e son facili da fare, è sufficiente avere in casa o nel freezer qualche verdure, legumi (in scatola o secchi e decorticati come le lenticchie che cuociono in poco tempo), un buon frullatore e un pochino di fantasia. Culture come quella giapponese e cinese usano la zuppa come unico liquido durante i pasti, non si beve acqua perché fredda e rallenta la digestione ma zuppe calde o tiepide - come la miso ad esempio - anche in estate.

Ho dato un'ultima nota acida con il limone per dare una mano al fegato che ama i gusti acidi e in questo periodo va coccolato e depurato anche in vista dei festini natalizi :)

1 tazza di lenticchie decorticate
1 cipolla
1 spicchio d'aglio
2 tazze di bietole già cotte
1 cucchiaio d'olio extra vergine d'oliva
2 cucchiai di succo di limone
1 cucchiaino di buccia di limone bio grattugiata
brodo vegetale qb

Stufate la cipolla nell'olio e unite le lenticchie ben sciacquate. Coprite con il brodo vegetale freddo (o acqua fredda a cui unire del dado vegetale) e portate a cottura. Unite poi le bietole e fate cuocere per qualche minuto. Frullate bene il tutto, aggiustate di sale e aggiungete la buccia e il succo di limone prima di servire. Per il limone mettetene prima la metà, assaggiate e unite il resto solo se a vostro gusto non è troppo acido.

martedì, novembre 03, 2009

Panini smemorini



Dico da sempre che il mio allenamento all'alzheimer dura dall'infanzia allo scopo di far sì che gli amici e i parenti si abituino e quindi al momento opportuno non se ne accorgano e mi lascino in pace.

Beh un allenamento che da i suoi frutti visto che ho passato una settimana a pensare con che cosa avevo fatto questi panini che per altro stan bel belli nel freezer! ;D
Come ripeto ai miei allievi il tai chi e la macrobiotica non garantiscono un miglioramento della memoria a breve termine ... ma il discorso si farebbe troppo complicato dato che i tipi di memorizzazioni sono diverse e non tutte legate all'apprendimento o al cervello.

Stamattina però una lucina mi ha illuminato mentre pagavo l'autostrada (posti ispiranti ovvio!!!).

E' periodo di cotture lente, cibi che scaldano e colorano giornate bigie e umide come quella di ieri: castagne, zucche, porri, cipolle, stufati, legumi etc e anche di panini colorati per rendere più gioiose le mattine della domenica.

200 gr di farina gialla tipo fioretto
150 gr di farina integrale
150 gr di farina di grano duro
1 cucchiaio abbondante di malto d'orzo
300 gr di acqua tiepida
5 gr di lievito di birra secco o 8 di lievito fresco
semini vari (sesamo e zucca ad esempio)

Miscelate le farine con il lievito (se secco), sciogliete il malto nell'acqua (anche il lievito se usate quello fresco) e infine unite l'acqua e impastate con forza fino a ottenere una massa liscia e non appiccicosa. Lasciate che la farina assorba l'acqua e trattenetevi dall'aggiungere una o l'altra fino a completo assorbimento, cosa che avviene dopo almeno 5/8 minuti di lavorazione.
Fate una palla, copritela con un panno umido e mettetela in luogo caldo e privo di correnti a lievitare.
Una volta raddoppiata di volume, rompete la lievitazione con un bel cazzotto e reimpastate velocemente unendo i semini e dando la forma desiderata. Io ho fatto tante palline e le ho messe nella teglia da muffin, metodo pratico e veloce per ottenere dei panini tutti uguali.
Fate raddoppiare di volume e cuocete in forno caldo a 200° fino a quando i panini non saranno dorati o il fondo non suonerà vuoto.

martedì, ottobre 27, 2009

Risotto radicchio, zucca e sentor di fungo



Questa volta ho messo insieme le mie fissazioni: riso, zucca, radicchio e funghi e pure le variazioni sul lievito alimentare, tutte cose che mangerei tutti i giorni se non fosse che l'eccesso di qualsiasi cosa in modo prolungato tende a procurarmi una noia mortale ;)
Vero che ho una bella zucca in esposizione in cucina, i funghi (giappo e non) presenti sempre secchi o surgelati, etc: le tentazioni devono essere sempre a portata di fantasia.

Come ho ripetuto sovente, ho nel dna il chicco di riso, credo di aver imparato a girar il risotto a 5 anni e a farlo a 7, oltre al fatto che i miei guardano ancora con sospetto un pacco di riso sotto i 2 kg.
Questo per dire che pur amando in modo spropositato il riso integrale, però per i risotti proprio non va bene, non rilascia la giusta quantità di amido e ha tempi di cottura troppo lunghi (il risotto non si è mai fatto con il riso integrale visto che la pilatura del riso ha qualche secolo). Quindi per un buon risotto comprate un carnaroli o un vialone nano di buona qualità, non risparmiate e magari cercatelo nei piccoli rivenditori tanto non lo mangerete tutti i giorni e godetevelo ;DDD.
Come non va bene l'integrale non van bene i risi lunghi, l'arborio o il roma che son più adatti a minestre o dolci e dò per scontato che non prendiate mai in considerazione il parboiled ;).

Le temperature in questi giorni fan sù e giù e oggi par di nuovo estate, ma le zucche abbondano e son dolcissime quindi meglio approfittarne. Potete anche comprarne più di una e metterla in balcone o in cantina coperte con la carta di giornale, durano qualche settimana e avrete sempre una scorta sicura di una delle migliori verdure dolci naturali da trasformar in quel che volte dalla minestra alla marmellata.

3 etti di carnaroli
2 scalogni tritati
una tazza di zucca a pezzetti
un radicchio lungo
3 cucchiai di olio extra vergine
1/2 bicchiere di vino bianco
brodo vegetale qb
2 porcini secchi
2 cucchiai di variazione ai funghi

Riducete in polvere i funghi secchi , tagliate a striscioline il radicchio e mettete da parte.
Scaldate in una pentola dal fondo pesante l'olio e fate soffriggere lo scalogno. unite la zucca e saltatela per qualche minuto poi unite il riso. Fate tostare per bene e poi unite il vino bianco. Fate sfumare e portate a cottura il riso unendo il brodo a mestoli. Quasi a cottura ultimata del riso unite la polvere di funghi e poi il radicchio. Cotto il riso, spegnete il fuoco unite un cucchiaio di olio e mantecate con la variazione ai funghi (che ovviamente per i non macrobiotici o vegani può essere omessa e sostituita da altro...;D).

mercoledì, ottobre 21, 2009

Pastaaaaaa



E' vero che nel dna ho solo riso e gnocchi, ma fare la pasta mi da una gran gran soddisfazione! Non avendo potuto imparare da nessuno in famiglia, anni fa feci un corso con le sorelle Simili proprio per imparare da delle vere "sfogline" bolognesi come impastare, tirar e dar forma alla pasta, lezioni che son sempre valide sia che si usi l'uovo sia che si prediliga, come nel mio caso, farne a meno.

A parte le mani, la buona volontà e dell'ottima farina le uniche cose che possono essere utili sono una spianatoia di legno, visto che la pasta ha bisogno di calore e acciaio o plastica non si addicono molto, e il vassoio a rete per far asciugare la pasta. Entrambi possono essere sostituiti, soprattutto se non pensate di far pasta tutte le settimane o comunque spesso, dal tavolo della cucina (se di legno ovvio...) e da un canovaccio pulito e senza odor di detersivo molto ben infarinato.

E' un modo divertente per passare un pomeriggio con le amiche con i nipoti o con i figli (da piccola ero la forza lavoro dei chili di gnocchi che produceva mia mamma due volte al mese ... ne ho ricordi bellissimi).


300 gr di farina di grano duro
2 cucchiai di funghi secchi ridotti in polvere
acqua tiepida qb
1 cucchiaino d'olio

Le dosi son ad occhio o meglio a mano visto che la consistenza deve essere simile a quella del lobo dell'orecchio e assolutamente non vi deve rimaner l'impasto attaccato alle mani.
Impastate il tutto e lavoratelo a lungo dando il tempo alla farina di assorbire bene l'acqua e aggiungetela a cucchiaini visto che è più facile aggiungere acqua alla farina che rendere asciutto un impasto troppo umido.
Fate una palla e lasciatela riposare coperta per almeno un'ora.
Fate tante biscioline e ricavatene delle palline piccole che passerete sullo rigagnocchi o su una forchetta o sulla spianatoia a seconda che vogliate ottenere degli strascinati o un simil gnocchetti sardi. E' tutta questione di allenamento e voglia di provare.
Fate asciugare bene o su un vassoio o su un canovaccio infarinato.
Cuocetela in acqua bollente salata per pochi minuti e conditela a vostro gusto (io ci ho messo della zucca saltata in padella con cipollotti e noce moscata).